Quarantore2017

 

 

1° Quaresimale: Vieni Spirito Creatore!

È davvero valsa la pena ritrovarsi nella biblioteca dell’Oratorio venerdì sera 19 febbraio e ascoltare in streaming il primo Quaresimale dal Duomo di Novara. Padre Marco Ivan Rupnik, gesuita, ci ha condotti a intravedere chi sia lo Spirito Santo. Partendo dall’evangelista Giovanni ci ha fatto ripercorrere il cammino dei Padri siriaci e greci che hanno definito la relazione tra il Padre e il Figlio non un’entità, ma una Persona. Tutti noi siamo il frutto della comunione tra due persone, una comunione certo imperfetta, frantumata, inseguita a volte, ma sempre consegnata a noi stessi nella libertà. Veniamo al mondo come individui, ma è nella personale Pentecoste battesimale che si compie quella trasformazione che recupera la nostra originale ferita e ci ridona nel profondo la comunione col Padre in Gesù.

Nasciamo come Chiesa, come Comunità, come persone capaci di entrare in relazione con l’altro in famiglia, sul lavoro, nel gruppo, perché se Dio è Relazione e Gesù è venuto ad estendere nel mondo il Suo modo di esistere, il vero miracolo è che questa creazione continua animata dallo Spirito. Tutta una vita, forse senza saperlo, inseguiamo questo discreto Ospite dell’anima, ne patiamo la mancanza. Siamo nati occidentali, così poco avvezzi all’ascolto dei moti dello spirito. Preferiamo ragionare e far fatica, concentrando il nostro umano successo, anche spirituale, in uno sforzo. Invece si tratta di prestare orecchio per intraprendere una vera conversione. Non serve fare, ma fare spazio allo Spirito che è Vita, esiste ed è un dono per noi. Certo il cammino è lento e la certezza di aver seguito l’ispirazione giusta viene solo col tempo. Il trasformarsi in figli del Padre, a immagine di Gesù, è il criterio per discernere. Poi ci sono i Suoi frutti, anch’essi doni, e sono un modo per riconoscere questo Protagonista.

Lo Spirito si attende da noi la partecipazione attiva e libera della nostra creatività, ognuno al posto in cui siamo nel mondo, vivendo a pieno la nostra umanità, senza imposizioni e paure.

Nessun devozionismo potrà mai salvarci, solo l’offerta domenicale della nostra creatività rimane la più alta preghiera, unita al sacrifico eucaristico. Gli individui affermano se stessi, costruiscono muri e sono autoreferenziali. Noi figli ci trasformano in persone capaci di comunione, di inclusione, di costruire ponti e di contemplare con cristiana intelligenza il creato.

Non siamo più bravi degli altri, solo ci siamo aperti a un Dono. Con grande senso di pace e di speranza per quanto ho avuto la buona sorte di ascoltare, mi appresto a continuare il cammino quaresimale rendendo grazie! Con il Paraclito si può.

Maria Pia Tummolo

 

Clicca qui per collegarti e scaricare il materiale relativo al primo Quaresimale "Creazione, creatività e creato: un atelier della Fede", a cura di Padre Rupnik

 

2° Quaresimale: "Perché ha molto amato"

Venerdì sera 26 febbraio, nella biblioteca dell'Oratorio san Giuseppe, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare in diretta streaming Edoardo Menichelli, Cardinale e relatore del recente Sinodo dei Vescovi sulla famiglia. In occasione del secondo Quaresimale della Cattedrale (proposto da Passio 2016) egli ha commentato il brano del Vangelo di Luca (Lc 7,36-50) relativo alla peccatrice perdonata, di fronte al pubblico riunito nel Duomo di Novara.

Le parole del Cardinale hanno subito portato l'assemblea nel vivo del discorso: è la ‘parabola’ della Misericordia, che si gioca nella casa di Simone e in quella di ogni famiglia. Il quadro che si delinea vede, infatti, Gesù accettare l'invito di un uomo rispettabile, Simone, ma al contempo farsi toccare i piedi da una peccatrice: questo rende Gesù impuro come la donna agli occhi dei Farisei. Quell'incontro ha cambiato la vita ad entrambe le persone: la peccatrice sembra rendersene conto immediatamente, lavando i piedi di Cristo con le proprie lacrime; Simone invece nonsi accorge subito che il colloquio con il Maestro ha un valore educativo e che quel tipo di sapienza gli cambierà la vita rendendolo libero. A confronto davanti a Gesù una donna colpevole e pentita ed il fariseo Simone, che si ritiene senza peccato. “Gesù indica a Simone l’amore che la donna ha per Lui e lo spinge a confrontarsi con esso. Solo così scoprirà che anche lui è peccatore, perché solo l’amore ti cambia. Pecco perché non amo, sono amato e quindi perdonato. E, se sono perdonato, amo ”, spiega Menichelli prendendo spunto dal passo di Luca “Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco” (Lc 7,47).

Il Cardinale ha poi continuato passando in rassegna le ‘famiglie’ di cui si fa cenno nei Vangeli: quella di Pietro, di Giairo, di Marta e Maria e la famiglia di Nazareth, riuscendo a coglierne sempre un lato profondamente umano e ‘quotidiano’, che appartiene in realtà a tutte. Gesù visita queste famiglie e porta una Parola d'Amore che le libera. Accosta così Misericordia e Famiglia, come due dimensioni non separabili: sul tavolo familiare del vivere quotidiano Misericordia e Perdono devono essere due presenze costanti. “Amare – precisa Menichelli – non è uno sforzo di volontà, ma frutto di una conversazione che accoglie l'altro, perché l'amore dà fiducia e perdona, restituendo la vita”.

In ogni racconto evangelico Gesù accetta sempre gli inviti, non ha paura di recarsi nelle case dei peccatori: non aspetta di essere incontrato ma incontra l'altro visitando con piacere le case di tutti dove, pur non essendo a casa propria, vive quel momento come se fosse a casa sua.

Stefano Cecchetto

 

Clicca qui per collegarti e scaricare il materiale relativo al secondo Quaresimale "Spirito Santo, protagonista del Sinodo sulla famiglia", a cura del cardinale Edoardo Menichelli

 

3° Quaresimale: Spirito Santo: contenuto della Misericordia

Venerdì 4 marzo si è tenuto il terzo Quaresimale trasmesso in diretta streaming dalla Cattedrale di Novara. Una serata ricca di interiorità spirituale grazie alla meditazione proposta da un relatore d'eccezione: padre Raniero Cantalamessa, frate minore cappuccino, predicatore della Casa Pontificia, che ci ha portati a riflettere sulla relazione tra lo Spirito Creatore e la Misericordia. “È lo Spirito Santo – spiega – che fa passare il Cosmo da una situazione confusa, tenebrosa ed informe ad una forma sempre più perfetta e armoniosa; ciò che avviene nel macrocosmo si verifica anche nel microcosmo che è in ognuno di noi. Il nostro cuore è come un abisso pieno di contraddizioni e di tenebre; nel nostro inconscio, simbolo del caos primordiale, si agitano sogni, incubi, desideri, mostri... A questo proposito lo Spirito Santo è il miglior ‘psicoanalista’ perchè è Colui che conosce in profondità il nostro cuore e sa tirarci fuori dalle nostre miserie. Dunque lo Spirito Santo ci aiuta a ‘decentrarci’ da noi stessi per ‘ricentrarci’ su Cristo”.

Il rapporto tra lo Spirito e la Misericordia ha il suo esordio con l'inizio del Ministero pubblico di Gesù. Infatti, è grazie all'unzione dello Spirito Santo, profetizzato dal libro di Isaia, che Gesù predica la Buona Novella, guarisce i malati, consola gli afflitti, compie cioè tutte le opere di Misericordia. Lo Spirito Santo è il contenuto della Misericordia: senza di Lui essa è una parola vuota, una velleità umana. Padre Raniero ci invita non solo ad invocare il Paraclito, (altro nome dello Spirito), ma ad essere noi stessi dei Paracliti per portare consolazione a coloro che si trovano in ogni genere di afflizione.

Lo Spirito Santo crea un cuore nuovo, ma anche un occhio nuovo con il quale incominciamo a guardare Dio non come un ostacolo, avversario della nostra felicità, ma come Colui che tanto ci ama, che non sa vivere senza di noi. Dunque è lo Spirito che mette nel nostro cuore l'amore di Dio: “Muore lo schiavo e nasce il figlio”. Rinascere dallo Spirito significa quindi passare dal timore all'amore.

“La Misericordia, frutto dello Spirito - conclude il relatore - è allora consolazione prima ancora che beneficenza e benevolenza: prima che ‘fare’ del bene è ‘volere’ bene”. Solo questo tipo di Misericordia salverà il mondo e prima ancora la famiglia, spesso molto fragile. È solo attraverso sentimenti di tenerezza, compassione e solidarietà che la Misericordia può esprimersi e la famiglia crescere nell'amore.

Mariangela Ariatta

 

 

Clicca qui per collegarti e scaricare il materiale relativo al terzo Quaresimale "Va’ e ripara la mia Chiesa! - La Parola e lo Spirito, semi di nuova rivoluzione, oggi come ieri", a cura di Padre Raniero Cantalamessa

 

 

4° Quaresimale: Seminare la pace tra i fratelli

Venerdì 11 marzo il 4° Quaresimale ha visto la Testimonianza di mons. Warduni, ausiliare del patriarca caldeo di Baghdad, sulla situazione in cui vivono i cattolici caldei dell’Iraq. È una Chiesa di martiri, ha detto il vescovo Brambilla, “una Chiesa che resiste anche a costo della vita”. Qui il pensiero è andato ai due Vescovi scomparsi, alle quattro suore uccise e a padre Dall’Oglio, vittime della violenza e dell’odio. Si è trattato di una denuncia senza una parola di risentimento, fatta alla luce dell’invito evangelico a seminare la pace, senza la quale il mondo non cambierebbe, e a mettere in pratica le Beatitudini, fondamento della relazione per orientare la nostra vita a Gesù. L’Iraq versa oggi in una difficilissima situazione: dopo due guerre devastanti, il Paese vive in una situazione politica e sociale fuori controllo, al centro di pressioni fondamentaliste e terroristiche. “Vogliono sradicare il nostro popolo e distruggere la nostra millenaria civiltà, la nostra cultura, i manoscritti, gli incunaboli, le nostre chiese e i monasteri. E questo sotto gli sguardi indifferenti dell’America e dell’Occidente - afferma il relatore - I cristiani in Iraq stanno male e ogni giorno è sempre peggio, in particolare a Mossul e a Ninive, dove dal 10 giugno 2014 si sente un silenzio assordante e non si alza più una preghiera. E noi chiediamo: Signore, cosa vuoi da noi?”.

Il terrorismo e la violenza stanno dilagando sempre più: “Ormai confiscano tutto, prendono le medicine dei bambini e le buttano per terra per renderle inservibili, strappano gli orecchini alle bambine, le fedi dalle mani, fanno atti di cannibalismo e oltraggiano le donne; caricano le ragazze su una macchina e poi le abbandonano in mano ad uomini che infliggono loro violenze inaudite, tanto che spesso si suicidano oppure implorano di essere bombardate affinché questa brutalità finisca. Tutto questo dovrebbe smuovere le coscienze umane, non solo quelle cristiane. Come voi, anche noi vogliamo i diritti civili e una moralità solida”.

Il Vescovo ha poi proposto alcuni spunti di riflessione e gesti concreti per combattere questa situazione e tali atti di brutalità: coesione e collaborazione tra i Paesi per sconfiggere il terrorismo; non fare più commercio di armi; restituire, con l’appoggio dell’Onu, i diritti umani fondamentali a chi li ha perduti; seminare e diffondere l’amore e non l’odio, non solo per i cristiani perseguitati, ma per il bene tutti gli Iracheni.

Il Quaresimale si è concluso con la recita del Padre Nostro, cantato da mons. Shlemon Warduni in aramaico, la lingua di Gesù, al termine di una serata dall’impatto davvero forte su tutti i presenti.

Marcella Stellin

 

Clicca qui per collegarti e scaricare il materiale relativo al quarto Quaresimale "Una Chiesa di martiri. Il grido di Abele da una terra cosparsa di sangue", a cura di Mons. Shlemon Warduni

 

 

Ecco l'invito invito per i giovani dai 18 ai 30 anni per riflettere insieme con diversi spunti e confrontarsi sulla Misericordia, tema del nostro Giubileo in corsodio-perdona-io-no

 

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40ore-3

 

BAMBINI e RAGAZZI

ragazzi
Cammino di iniziazione cristiana
Prima Comnunione
Cresima
Attività dell'Oratorio
Gruppo Scout

 

ADOLESCENTI e GIOVANI

adolescenti
Cammini di approfondimento della fede
Attività dell'Oratorio

 

ADULTI e FAMIGLIE

adulti
Adorazione Eucaristica
Lettura pregata della Parola
Formazione per adulti
Cammino di preparazione al Matrimonio
Cammino per coppie sposate
Cammino di preparazione al Battesimo


 

CARITÁ

caritas
Caritas
Pane Quotidiano
Aiuta una famiglia


 

PARRROCCHIA

parrocchia
La Chiesa fatta dalle persone!


centro-caritas

 

Lunedì   17 – 18.30
ASCOLTO E CONSEGNA GENERI ALIMENTARI
Martedì   9.30 – 11.30
ASCOLTO E CONSEGNA INDUMENTI
Giovedì   9.30 – 11.30
ASCOLTO E CONSEGNA GENERI ALIMENTARI
Giovedì   17 – 18.30
CONSEGNA INDUMENTI
Venerdì   17 – 18.30
ASCOLTO E CONSEGNA GENERI ALIMENTARI

 

Questi orari sono stati approntati dai volontari per offrire un servizio migliore e più accurato, dunque col vivo desiderio di essere prossimo per quanti, e sono tanti, si affacciano a questa porta della carità della nostra comunità parrocchiale perché davvero provati da situazioni difficili.

Concluso il corso e dopo i primi mesi di rodaggio, i dodici volontari animatori della carità si sono resi conto che le linee guida ricevute sono state davvero un prezioso aiuto, ma poi è sul campo che si impara l'ascolto, si impara a distinguere i casi veri da situazioni di bisogno esagerate o false. Dalla riapertura ad oggi sono circa 300 le famiglie incontrate e seguite. La Caritas per questo opera anche mantenendo i contatti con i Servizi sociali del nostro Comune e dall'Amministrazione comunale e riceve da quest'ultima anche un cospicuo sostegno economico due volte l'anno.

Ascolto, accoglienza e dialogo, valutazione della situazione: sono questi i primi scambi di gesti di carità tra i volontari e chi loro si rivolge. Anche se a nessuno viene negato un aiuto, privilegiati sono i residenti a Trecate e per questo è necessario presentare un documento. Dopo aver dato un primo aiuto si stabilisce un calendario per affrontare periodicamente le difficoltà. Ogni giorno si aprono le porte a circa 20 persone alla volta, i vestiti vengono distribuiti a cadenza mensile e i generi alimentari ogni tre settimane.

Eventuali contributi per le bollette che vengono pagate dai volontari in posta (non vengono dati soldi in mano), così come medicinali, possono essere dati dopo una valutazione della situazione.
Purtroppo, a fronte di tante necessità e di storie tristi, le offerte scarseggiano.

Mentre il progetto Adotta una famiglia sembra avere più presa e continua a sostentarsi grazie a offerte ormai fisse di privati, per la cassa della Caritas non è proprio la stessa cosa.
I volontari continuano a formarsi, soprattutto attraverso il confronto con le altre Caritas della nostra diocesi perché non si può mai dire di aver imparato tutto.

La carità ha bisogno di organizzazione ma non è burocrazia. Ai volontari spesso capita di sentirsi domandare, dopo aver raccontato di situazioni tragiche "... ma allora queste cose accadono davvero?". Già ... a volte non vogliamo vedere. Ecco allora che questi animatori della carità diventano voce di chi non ha voce. Anche comunicare, raccontare è un servizio alla carità.

 

 

I QUARESIMALI DELLA CATTEDRALE

Quattro appuntamenti nel Duomo di Novara, per riflettere sulla vicenda di Cristo, raffigurata negli affreschi di Gaudenzio Ferrari. Il bacio di Giuda, l’ultima cena, la preghiera nel Getsemani e la salita al Calvario divengono, con don Luigi Ciotti, madre Anna Maria Canopi, mons. Gianfranco Ravasi ed Enzo Bianchi, occasioni per riflettere su luci e ombre della condizione umana.