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Nomen est omen... Miriam

Iniziamo con il "nome dolcissimo Miriam, nome d'amore" e cioè della Beatissima Vergine. Nella sacra Scrittura compare per la prima volta come il nome della sorella di Mosè. Miriam è un nome dalle radici egiziane, usato dagli ebrei che furono schiavi degli Egiziani per 400 anni.

Un primo significato è quello di "amata da Dio" ed è molto pertinente alla Vergine, che il Signore ha creato come degna abitazione del Figlio Gesù, facendola nascere senza peccato originale, chiamandola alla speciale vocazione di essere "Madre dell'Emmanuele", cioè del "Dio con noi".

Un "Dio con noi" e per noi, pertanto l'amore speciale del Padre verso Maria è anche in vista della infinita misericordia usata continuamente da Dio per tutto il genere umano.

Ma Miriam può avere un altro significato. Nel libro dell'Esodo, Antico Testamento, si racconta del litigio furioso del popolo d'Israele contro Mosè, nel deserto a causa della sete che li bruciava e del fatto che l'acqua a disposizione era amara e imbevibile. Il Signore invitò Mosè a percuotere la roccia con il bastone per far scaturire acque dolci e capaci di dissetare.

Ebbene, il nome Miriam ha in sé anche il significato di amarezza convertita in dolcezza. Come non pensare all'opera della Vergine che, con la sua intercessione, ci aiuta ad accogliere le amarezze della vita tramutandole in dolce speranza nella salvezza divina? Anche Lei è rimasta ai piedi della Croce con addolorato coraggio ed ha atteso, piena di fiducia, la gloriosa risurrezione di Gesù. Madre amata dal Padre, Madre ricca di dolcezza, prega per noi!

Nomen est omen... Yohséf

Giuseppe. Nome diffusissimo nel mondo ebraico e una volta anche nel nostro. Il suo significato è "accresciuto da Dio", cioè fatto crescere in età, sapienza e grazia dalla Provvidenza divina.

I vangeli apocrifi, cioè quegli antichi scritti che non hanno trovato ufficialità e credito presso la prima comunità cristiana, sono zeppi di racconti fantasiosi sulla scelta di Giuseppe come sposo della Vergine Maria. Noi preferiamo basarci sulle poche parole dei Vangeli canonici, cioè quelli che vengono proclamati durante le liturgie e comprendere così il disegno del Padre sulla figura di Giuseppe. Un uomo perdutamente innamorato della sua donna, tanto che trovandola incinta, il dubbio e la delusione non l'hanno portato alla vendetta, proposta persino dalla legge, ma alla decisione di una soluzione, "rimandarla in segreto", dove è ancora lui che si fa colpevole, rinunciando ai suoi diritti.

Il Padre ha "accresciuto", ha fatto maturare Giuseppe, introducendolo nella dimensione del mistero dove vive Dio. I famosi sogni del falegname di Nazareth sono la capacità di Giuseppe che, nella totale fiducia in Dio, si lascia accompagnare nelle scelte della vita, anche se sembrano cozzare con il buon senso, vanno controcorrente e fanno sempre pagare di persona. Il silenzio di Giuseppe, nel Vangelo non è riferita nessuna sua parola, la sua giustizia, cioè la scelta di stare sempre dalla parte di Dio, ce lo consegnano "padre adottivo" di Gesù, ombra del Padre Onnipotente sulla famiglia di Nazareth.

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