Ecco la proposta del cammino per ricostituire il nuovo gruppo di animatori parrocchiali della carità. Chi si sente chiamato si metta in contatto con i Sacerdoti. Abbiamo posto alcune domande al vice direttore della Caritas diocesana, Marco Parisi, per presentare il percorso formativo.

Parliamo di cammino perché si parte dalla situazione attuale di volontariato della parrocchia, per arrivare alla strutturazione della Caritas Parrocchiale. Tra Fede e Caritas per prendere spunto dalla lettera di San Giacomo, "una fede senza opere ma secondo verità, è una fede non solo morta ma inutile, che non serve a nessuno. Una fede che non porti frutti concreti nella vita è come un amore che rimane semplice parola." Quindi per arginare l'attivismo sterile (malattia comune a molti operatori delle Caritas più o meno grandi) che ci allontana da Dio si deve coniugare Fede e opere di Carità.

In che cosa consisteranno gli incontri? Don Ettore li ha presentati divisi in più fasi ...

Nella prima fase, tre incontri centrati sul saper e sul saper essere nella Carità. Il fare e il come si fa, strategie, tecniche, trucchi comunicativi ecc. vengono dopo, prima il nostro essere cristiani e come vivere quotidianamente la Carità comprendendo gli obiettivi della Caritas e il metodo: Ascoltare, Osservare e Discernere . Si potrebbe dire incontri motivazionali, ma il termine non mi piace tanto perché sembra che le persone di buona volontà arrivano all'incontro e noi gli siringhiamo in vena le motivazioni. Invece l'obiettivo è di attivare dei percorsi motivazionali che ogni cristiano vive, interpreta e metabolizza con il proprio essere cristiano e il proprio vissuto di Fede e Speranza.

Dove e quando si compirà questo camino formativo'?

Gli incontri si terranno dalle ore 15,00 alle ore 18,00 presso il Monastero delle Suore Ministre della Carità a Trecate in via De Amicis, secondo il calendario indicato. Dopo una verifica su come sono andati i primi incontri, si aprirà la seconda fase e si entrerà nel campo del saper fare la Carità con altri tre incontri. Quindi tecniche, trucchi, esperienze, vincoli giuridici, rapporti con il pubblico e con le altre realtà di volontariato. La verifica ha la funzione anche di comprendere dove stiamo andando e con quale passo...

Ad ascoltare si impara?

Certamente. Ascoltare è una capacità da affinare. Infatti, il secondo incontro della seconda fase prevede tre ore per via dei contenuti. In questo incontro si deve fare una simulazione su come funziona concretamente l'ascolto, le persone devono vivere sulla loro pelle il non ascolto, per saper ascoltare con amore.

A chi sono rivolti gli incontri?

A chi opererà in particolare nel Centro Ascolto, ma aperti anche ad altri nuovi futuri animatori della carità parrocchiale. Importante è sentirsi chiamati. Dopo queste prime due fasi si arriverà alla fine del tempo ordinario e con l'Avvento partirà il funzionamento concreto del Centro d'Ascolto.

Ci saranno altre fasi?

Ci saranno di sicuro incontri di sostegno, verifica, affiancamento a chi opera nel Centro d'Ascolto. Incontri da definire come giorni orari per aiutare i volontari a "non perdere la Fede". L'incontro con i poveri è oneroso e oltre alle tecniche e ai trucchi ci vuole un sostegno psicologico che faccia capire, nonostante gli ostacoli che si incontrano( i poveri non sempre si fanno amare!), che il cammino ha evoluzioni positive. Con questi incontri si arriverà a Natale del Signore. A gennaio partirà la quarta e ultima fase.

In concreto?

Come avviare e sostenere la Caritas Parrocchiale. Dopo che il Centro d'Ascolto è partito, come pensare all'animazione della comunità parrocchiale sul tema della Carità? Come interagire con gli altri servizi, mensa ecc. e con l'ente pubblico? Tutte domande a cui si devono dare risposte concrete.