Ciad

Un mondo a misura più grande

Venerdì 31 marzo, oltre alle riflessioni sui flussi nel Mediterraneo, è stata presentata da don Fausto Cossalter (vicario generale della nostra Diocesi) la storia dei suoi 13 anni trascorsi in Ciad e illustrato il progetto “Un sogno per il Ciad”, a cui ha aderito anche la nostra Unità Pastorale Missionaria.

La Repubblica del Ciad è uno dei Paesi più poveri del centro Africa: grande 5 volte l’Italia, non presenta sbocchi sul mare, ha un’economia arretrata e instabile (basata principalmente sull’agricoltura), un basso livello di alfabetizzazione (56% per gli uomini, mentre non arriva alla metà per le donne), è suddiviso in 8 Diocesi ed ospita più di 200 gruppi etnici differenti. Attualmente nella Parrocchia di Bissi – Mafou, nel cuore della savana africana, opera don Benoit Lovati e prima di lui erano stati missionari don Alberto Olivo, don Paolo Pessina, don Fausto Cossalter, don Emanuele Cardani, don Cesare Baldi, don Roberto Collarini e don Massimo Bottarel. Da questi anni vissuti con gli abitanti del Ciad don Fausto dice di aver portato a casa una grande ed importante lezione: “Ho capito che il mondo è più grande di quello che gira intorno a me; solo nell’accoglienza delle diversità si può costruire qualcosa di diverso. Diverso da me non vuol dire ‘sbagliato’. Oggi la ‘missione’ non è più intesa - come erroneamente si credeva in passato – come ‘imposizione’ di religione, cultura e usi diversi da quelli locali, ma è uno scambio, una condivisione di una testimonianza della vita”.

Per gli abitanti di Bissi – Mafou (che fa parte della Diocesi di Pala, la cui superficie è pari a quella del Belgio) essere cristiani è una vera ‘scelta’: essi scelgono (come racconta don Fausto) di spostarsi per Km per raggiungere il villaggio più vicino in cui ascoltare la Messa (nel proprio, a causa dell’estensione del territorio, a volte non viene celebrata più di 2 volte l’anno); scelgono di rinunciare ai riti magici delle tribù, alla poligamia, ad una cultura che purtroppo vede ancora in molti paesi la donna inferiore all’uomo. E mentre scelgono insegnano anche a noi la loro cristianità, la semplicità, spontaneità ed autenticità della loro fede, l’entusiasmo. “La ‘missione’ – conclude don Fausto - non è più solo dare, ma molto c’è da ascoltare, ricevere e imparare”.

Nella giornata di domenica 2 aprile tutte le offerte raccolte durante le Messe sono state devolute al progetto “Un sogno per il Ciad” che si propone di costruire una scuola media, accanto a quella elementare già esistente, in modo da poter istruire i giovani e dare loro ed alla Comunità intera, un’occasione di sviluppo futuro. Complessivamente nella nostra UPM sono stati raccolti 6.600 euro (4.000 a Trecate, 600 a Sozzago e 2.000 a Cerano). Un mattone di Speranza in più per il loro e nostro domani.

Tutti i dettagli sul progetto sono disponibili alla indirizzo progettociad.it

C.C.