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Domenica scorsa durante le messe un volontario della fondazione Novara Center Onlus ha parlato dell'attività di questo pluridecennale ente, impegnato in iniziative di solidarietà internazionale. Le sue parole mi hanno riportato alla Trecate di cinquant'anni fa, quando un gruppo di giovani di allora, tra i quali anche chi scrive, aveva abbracciato un progetto, proposto da un giovane sacerdote, don Ercole Scolari, incaricato da mons. Placido Maria Cambiaghi, vescovo di Novara, di seguire la formazione dei giovani studenti delle scuole superiori.

Erano gli anni della Gioventù Studentesca, guidata a Milano da don Giussani, ed era il periodo del Concilio Vaticano II. A Trecate, come In altre realtà della diocesi, si viveva un clima particolarmente fecondo e proprio per questo venne accolta la proposta portata avanti da don Ercole Scolari, proposta, che aveva due obiettivi fondamentali: il primo, formare i giovani in modo da essere protagonisti nella società, nella quale erano chiamati a vivere; il secondo, impegnarli in un progetto concreto, in un'opera da realizzare lontano, magari nel continente asiatico, per metterli nella condizione di veder concretamente attuata la solidarietà. Ricordiamo in sintesi il sacerdote e l'impegno dei giovani trecatesi dell'epoca.

Don Ercole Scolari

Mi piace rievocare oggi questo sacerdote che molti miei amici sicuramente ricordano ancora per il suo lavoro nella pastorale giovanile. Di lui si possono evidenziare due caratteristiche: innanzi tutto la sua preparazione culturale; mi ha sempre colpito la sua profonda conoscenza dei testi filosofici, ma, in modo particolare, la sua conoscenza dei documenti dei magistero della Chiesa. Parlava con convinzione, ma soprattutto parlava dopo aver studiato e fatto parecchie riflessioni, collegate alla sua convinta fede. Ricordo che come docente di religione al liceo classico Carlo Alberto di Novara tendeva trasformare le sue lezioni in dibattiti e confronti perché credeva nel ruolo di protagonista dei suoi allievi. In secondo luogo la sua concretezza: ritenendo che ai giovani fosse necessario offrire un obiettivo concreto per il quale impegnarsi, tendeva a coinvolgere i giovani non solo in erudite riflessioni teoriche, per alcuni versi quindi astratte e lontane dalla realtà, ma cercava di proporre dei progetti missionari da attuare. Il "Novara Center" fu il punto di partenza che poi negli anni diventerà un sempre più articolato ed ampio lavoro per i giovani e non solo per i giovani.

I giovani di Trecate ed il Novara Center

Quando don Ercole Scolari lanciò la sua idea trovò un'adesione molto forte anche a Trecate: in poche settimane i giovani dell'oratorio aderirono alla sua proposta. Subito collaborarono alla raccolta dei medicinali, messi a disposizione dai medici locali, raccolsero derrate alimentari, utilizzando una vecchia "Appia" messa a disposizione dall'ing. Panigati, animarono le funzioni religiose per la raccolta di fondi, tennero serate all'auditorium di via Battisti per presentare l'iniziativa di don Scolari, che sempre incoraggiava i suoi giovani, ma li lasciava poi principali attori sulla scena. I giovani di Trecate, che avevano scoperto con questo impegno nuovi orizzonti di solidarietà parteciparono anche ad un incontro destinato ad entrare nella storia del "Novara Center". Don Ercole Scolari riuscì infatti una domenica mattina a riempire di gioventù festante il teatro Coccia di Novara per presentare loro un personaggio conosciuto in tutto il mondo per il suo impegno cristiano e missionario, Raul Folierau. Fu una giornata memorabile, che, ed oggi lo si può ben dire, rappresentò l'alba grandiosa di un giorno, che ancora non è tramontato.