Cresimandi ritiro apr17

Oltre 2.400 ragazzi in festa, muniti di bandane colorate per incontrare il nostro Vescovo, Mons. Franco Giulio

Sono state oltre 2.400 – tra ragazzi e accompagnatori – le persone che domenica 23 aprile si sono riversate su Novara per l’incontro del Vescovo con i ragazzi che si stanno preparando a ricevere il Sacramento della Cresima. Quest’anno il momento è alla sua III edizione e ha cambiato formula. Più di 80 ragazzi di I media di Trecate, con il sottoscritto e quattro catechisti, sono partiti per dirigersi all’Istituto salesiano San Lorenzo: qui, con altre parrocchie, hanno vissuto un momento di incontro e di gioco sulla Cresima per ‘iniziare a scaldarsi’. Poi ci si è incamminati verso il Duomo: è stato bello vedere i ragazzi allegri per quest’uscita speciale. Arrivati in Cattedrale, i vicariati sono stati posti nelle zone loro assegnate e contraddistinte da un colore, lo stesso che i ragazzi indossavano nella bandana ricevuta: bianco per il Vicariato di Novara, rosso per Arona e Borgomanerese, Valsesia in arancio, i Laghi in azzurro, l’Ossola in verde, l’Ovest Ticino (tra cui Trecate) in giallo. Un Duomo variopinto d’arcobaleno è quello che si presentava agli occhi degli adulti e degli accompagnatori: ogni Vicariato con la propria rappresentanza che sventolava le bandane per accogliere mons. Franco Giulio che ha presieduto la celebrazione incentrata sull’aiuto a comprendere meglio i sette doni dello Spirito Santo, che sono come quei talenti affidati dal padrone ai servi e che vanno fatti fruttificare per poter crescere come uomini e cristiani, capaci di portare quanto incontrato a tutti. Dopo le preghiere dei fedeli fatte dai ragazzi e inviate via Whatsapp, è stato intronizzato il sacro Crisma, l’olio misto a balsamo con cui sono consacrati i Vescovi, ordinati i sacerdoti e unti i Cresimandi: una realtà che deve profumare la nostra vita e contagiare l’esistenza delle persone che incontriamo. È emerso chiaramente dalla celebrazione e dalle parole del Vescovo che la Cresima non può essere e non è un punto di arrivo, ma l’avvio di un cammino all’interno della comunità cristiana. È affiorata, forse con un po’ di fatica, la dimensione ecclesiale: da un lato il segno di una comunità accogliente, dall’altro quello di una Chiesa che va oltre il gruppo del catechismo e della parrocchia, per aprirsi alla Diocesi.

Alessandro Maffiolini